9/1/2026
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Allenamento

Affondi per i Glutei: Tecnica Corretta, Benefici e Varianti per Allenarli Meglio

9/1/2026
Tempo di lettura:  
5 minuti
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li affondi indietro sono uno degli esercizi più efficaci per allenare la parte inferiore del corpo, soprattutto glutei e quadricipiti.

Rispetto agli affondi in avanti, per molte persone risultano più facili da controllare e possono ridurre il carico percepito sul ginocchio anteriore, rendendoli una variante interessante sia a casa sia in palestra.

Sono inoltre un esercizio unilaterale e multiarticolare: una gamba lavora principalmente mentre l’altra contribuisce alla stabilità.

Questo permette di allenare forza, equilibrio, coordinazione e controllo, oltre a evidenziare eventuali differenze tra un lato e l’altro.

Per sfruttarli davvero bene, però, contano soprattutto tecnica, lunghezza del passo e controllo del movimento.

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Quali muscoli lavorano negli affondi indietro

Gli affondi indietro coinvolgono principalmente il grande gluteo e i quadricipiti, ma durante il movimento lavorano anche i muscoli posteriori della coscia, i polpacci e i muscoli del core.

Il gluteo medio e gli altri stabilizzatori dell’anca intervengono soprattutto per mantenere il bacino stabile mentre il peso viene gestito prevalentemente su una gamba.

Proprio questa caratteristica rende gli affondi particolarmente utili per sviluppare forza unilaterale, migliorare la stabilità e lavorare in modo più equilibrato tra gamba destra e sinistra.

Affondi indietro o in avanti: cosa cambia

Negli affondi in avanti devi fare un passo davanti a te e controllare la fase di atterraggio e decelerazione.

Negli affondi indietro, invece, il piede della gamba che lavora rimane nella stessa posizione mentre l’altra gamba si sposta all’indietro.

Questo può rendere il movimento più stabile e, in alcune persone, diminuire lo stress percepito sul ginocchio e sulla rotula rispetto all’affondo in avanti.

Gli affondi indietro possono inoltre favorire un maggiore coinvolgimento dei glutei, soprattutto quando vengono eseguiti con un passo sufficientemente lungo e una tecnica orientata maggiormente all’estensione dell’anca.

Non significa però che siano automaticamente migliori per tutti: mobilità, anatomia, carico e tecnica individuale cambiano molto la risposta all’esercizio.

Come eseguire correttamente gli affondi indietro

Parti in piedi con i piedi circa alla larghezza del bacino.

Porta una gamba indietro con un passo controllato, mantenendo il piede anteriore completamente appoggiato al pavimento.

Piega entrambe le ginocchia e scendi fino a portare il ginocchio posteriore vicino al terreno, senza necessariamente appoggiarlo.

Mantieni il ginocchio anteriore allineato nella stessa direzione della punta del piede, evitando che cada verso l’interno.

Il busto deve rimanere stabile e la schiena neutra, senza incurvarsi.

Durante la risalita, spingi attraverso la gamba anteriore e torna alla posizione di partenza.

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Il ginocchio può superare la punta del piede?

Una delle indicazioni più diffuse sugli affondi è che il ginocchio anteriore non dovrebbe mai superare la punta del piede.

In realtà, non è una regola universale.

In base alla mobilità della caviglia, alla lunghezza degli arti e alla variante eseguita, il ginocchio può avanzare oltre le dita senza che questo renda automaticamente il movimento scorretto.

Se vuoi enfatizzare maggiormente i glutei, però, un passo più lungo tende a mantenere la tibia più verticale e a spostare una parte maggiore del lavoro verso l’anca.

L’aspetto più importante non è quindi bloccare il ginocchio in una posizione precisa, ma mantenerlo allineato con il piede, controllare il carico e non avvertire dolore.

Quanto deve essere lungo il passo

La lunghezza del passo influenza direttamente il modo in cui viene distribuito il lavoro.

Con un passo relativamente corto, il ginocchio anteriore tende a flettersi maggiormente e aumenta il contributo dei quadricipiti.

Con un passo più lungo, invece, cresce il movimento a livello dell’anca e tende ad aumentare il coinvolgimento del grande gluteo e della catena posteriore.

Non bisogna però esagerare: se il passo è così ampio da farti perdere equilibrio o modificare la posizione del bacino, è meglio ridurlo.

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Come sentire di più i glutei

Se vuoi orientare maggiormente l’esercizio verso i glutei, puoi modificare leggermente la tecnica.

Fai un passo indietro un po’ più ampio e mantieni il piede anteriore stabile.

Durante la discesa puoi inclinare leggermente il busto in avanti partendo dall’anca, mantenendo però la schiena neutra.

Questa inclinazione controllata del busto aumenta il movimento dell’anca e può favorire un maggiore allungamento del grande gluteo.

Quando risali, concentrati sul lavoro della gamba davanti, evitando di darti una spinta eccessiva con quella posteriore.

Dove distribuire il peso

Durante l’affondo, la gamba anteriore dovrebbe sostenere la maggior parte del lavoro.

Questo non significa spingere esclusivamente dal tallone.

È più utile mantenere tutto il piede stabile a terra, con pressione distribuita tra tallone, base dell’alluce e parte esterna del piede.

La gamba posteriore serve soprattutto come supporto e per mantenere l’equilibrio.

Se senti che stai spingendo molto con il piede dietro, prova a rallentare e a concentrarti maggiormente sulla gamba anteriore.

Schiena e posizione del busto

Mantenere una buona posizione del busto è fondamentale per controllare l’esercizio.

La schiena dovrebbe rimanere neutra, ma questo non significa che il busto debba essere perfettamente verticale.

Una lieve inclinazione in avanti può essere utile quando vuoi coinvolgere maggiormente i glutei.

Ciò che va evitato è incurvare la schiena o perdere il controllo del core durante la discesa.

Il ginocchio posteriore deve toccare il pavimento?

Durante la discesa, il ginocchio posteriore può sfiorare il terreno, ma non è necessario appoggiarlo o colpirlo contro il pavimento.

L’obiettivo è raggiungere un’ampiezza di movimento che permetta di mantenere controllo, equilibrio e buona posizione del bacino.

Se per arrivare vicino al pavimento devi perdere l’allineamento o senti fastidio, puoi fermarti leggermente più in alto.

Come respirare durante gli affondi

Anche la respirazione aiuta a mantenere il movimento più stabile.

In generale puoi inspirare durante la discesa ed espirare durante la risalita, mantenendo l’addome attivo.

Con carichi più elevati, la gestione della respirazione può cambiare e va adattata alla tecnica utilizzata.

Perché gli affondi indietro migliorano equilibrio e stabilità

Gli affondi richiedono di controllare il corpo mentre il peso viene distribuito soprattutto su una gamba.

Per questo aiutano a sviluppare equilibrio, stabilità dell’anca e controllo motorio.

Nel tempo, il lavoro unilaterale può anche aiutare a ridurre eventuali differenze di forza tra un lato e l’altro, perché ogni gamba deve lavorare individualmente invece di poter compensare completamente con quella più forte.

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Affondi indietro a corpo libero

La versione a corpo libero è il punto di partenza ideale.

Ti permette di concentrarti su equilibrio, lunghezza del passo e controllo del ginocchio senza aggiungere subito un carico esterno.

Puoi partire con 3 serie da 12 ripetizioni per gamba, adattando il numero di ripetizioni al tuo livello.

Quando l’esercizio diventa semplice e la tecnica rimane stabile, puoi aumentare progressivamente la difficoltà.

Affondi indietro con manubri

L’aggiunta dei manubri permette di aumentare gradualmente il carico sui muscoli.

Puoi tenere un manubrio per mano lungo i fianchi oppure utilizzare un solo peso.

Aumentare progressivamente la resistenza è particolarmente utile quando l’obiettivo è sviluppare forza e massa muscolare.

Il carico deve però essere sufficientemente gestibile da permetterti di mantenere equilibrio e tecnica corretta per tutta la serie.

Affondi indietro con fermo isometrico

Una variante molto utile per migliorare il controllo consiste nell’inserire un fermo isometrico nella parte bassa del movimento.

Scendi nell’affondo, mantieni la posizione per uno o due secondi e poi torna lentamente in piedi.

Questa pausa elimina parte dello slancio e rende più evidente il lavoro della gamba anteriore, aiutando anche a migliorare la stabilità.

Affondi indietro lenti e controllati

Non è necessario eseguire gli affondi velocemente per renderli efficaci.

Una discesa lenta di due o tre secondi permette di aumentare il tempo sotto tensione e può migliorare la percezione del lavoro muscolare.

Il movimento controllato è particolarmente utile quando vuoi concentrarti sulla tecnica o aumentare la difficoltà senza aggiungere subito molto peso.

Deficit reverse lunge

Nel deficit reverse lunge il piede anteriore viene posizionato su un piccolo rialzo.

Questo permette al ginocchio posteriore di scendere più in basso e aumenta l’escursione del movimento, creando un maggiore allungamento dei muscoli coinvolti.

È una variante più avanzata e richiede una buona mobilità e un ottimo controllo del bacino.

Prima di provarla è meglio padroneggiare bene l’affondo indietro tradizionale.

Affondi bulgari

Gli affondi bulgari, o Bulgarian split squat, si eseguono mantenendo il piede posteriore appoggiato su una panca o un rialzo.

La gamba anteriore svolge gran parte del lavoro e la posizione aumenta la richiesta di equilibrio e stabilità.

Anche qui, modificando la distanza del piede anteriore e l’inclinazione del busto puoi orientare maggiormente l’esercizio verso quadricipiti o glutei.

SCOPRI DI PIÙ QUI Affondi Bulgari: come eseguirli correttamente

Affondi laterali

Gli affondi laterali cambiano completamente la direzione del movimento.

Invece di spostare la gamba avanti o indietro, si esegue un passo laterale, coinvolgendo in modo particolare glutei, adduttori e interno coscia.

Sono una buona variante per inserire nella routine movimenti su piani diversi e lavorare anche sulla mobilità dell’anca.

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Affondi in camminata

Negli affondi in camminata si procede in avanti alternando continuamente le gambe.

Sono una variante più dinamica, che richiede un buon controllo del core e dell’equilibrio.

Rispetto agli affondi indietro, la fase di spostamento rende l’esercizio più impegnativo dal punto di vista della coordinazione.

Quale variante scegliere per i glutei

Se il tuo obiettivo principale sono i glutei, gli affondi indietro con passo lungo rappresentano già un’ottima base.

Puoi poi aumentare progressivamente l’intensità utilizzando manubri, inserendo un fermo isometrico o passando al deficit reverse lunge.

L’importante è non cambiare variante continuamente.

Prima di aggiungere complessità, assicurati di riuscire a eseguire bene il movimento di base.

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Gli errori più comuni

Uno degli errori più frequenti è perdere l’equilibrio durante la discesa.

In questo caso può essere utile ridurre temporaneamente l’ampiezza del passo oppure utilizzare un appoggio leggero.

Un altro errore è lasciare che il ginocchio anteriore collassi verso l’interno.

Il ginocchio dovrebbe invece seguire la direzione del piede.

Anche fare un passo troppo corto può cambiare il focus dell’esercizio e aumentare il lavoro sul ginocchio e sui quadricipiti quando l’obiettivo principale erano i glutei.

Infine, usare troppo carico o eseguire il movimento troppo velocemente può compromettere stabilità e tecnica.

Gli affondi indietro proteggono le ginocchia?

Gli affondi indietro possono produrre un carico inferiore sul ginocchio rispetto ad alcune varianti eseguite in avanti e per questo vengono spesso percepiti come più confortevoli.

Questo non significa però che proteggano automaticamente le ginocchia o siano adatti a qualsiasi problema articolare.

Una buona tecnica, un carico adeguato e una progressione graduale aiutano a gestire meglio lo stress sull’articolazione. Se durante l’esercizio compare dolore, è preferibile interromperlo e capire la causa con un professionista.

Quante serie e ripetizioni fare

Un possibile punto di partenza è 3 serie da 12 ripetizioni per gamba.

Se utilizzi carichi più elevati puoi lavorare anche con un numero inferiore di ripetizioni, mentre con il corpo libero puoi aumentarlo gradualmente.

Più del numero preciso conta che le ultime ripetizioni risultino impegnative senza perdere il controllo del movimento.

Come inserire gli affondi in un workout glutei

Gli affondi indietro possono essere combinati con altri esercizi che allenano i glutei in modi differenti.

Una routine potrebbe comprendere hip thrust, affondi indietro, Romanian deadlift, abduzioni e glute bridge.

In questo modo vengono combinati movimenti unilaterali, estensione dell’anca e lavoro specifico sui muscoli stabilizzatori.

LEGGI ANCHE Esercizio Affondi: come eseguirlo in maniera corretta PER SAPERNE DI PIÙ

Perché vale la pena inserirli nella routine

Gli affondi indietro permettono di allenare glutei, quadricipiti e muscoli posteriori della coscia con un solo movimento.

Richiedono poca attrezzatura, possono essere eseguiti a casa o in palestra e offrono molte possibilità di progressione.

In più, il lavoro su una gamba alla volta aiuta a sviluppare forza unilaterale, stabilità ed equilibrio, qualità utili non solo nell’allenamento ma anche in tanti movimenti quotidiani.

La tecnica resta la parte più importante: passo adeguato, ginocchio allineato con il piede, schiena neutra e movimento lento e controllato.

Da questa base puoi aumentare gradualmente carico e difficoltà, trasformando gli affondi indietro in uno degli esercizi più completi della tua routine per gambe e glutei.

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