06/11/2026
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Nutrizione

Olio di cocco: benefici, limiti e confronto con l'olio extravergine

06/11/2026
Tempo di lettura:  
10 minuti
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'olio di cocco è un grasso vegetale fatto per circa il 90% di acidi grassi saturi, soprattutto acido laurico.

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I suoi benefici reali riguardano la cucina e la cura di pelle e capelli.

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Per il cuore, gli studi dicono che alza il colesterolo LDL più degli oli insaturi.

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Non è un alimento da eliminare: va usato con moderazione, nelle ricette in cui fa la differenza.

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Se lo usi in cucina o ti chiedi se sia più sano dell'olio di oliva, qui trovi composizione, cosa dicono gli studi e perché, per tutti i giorni, ti consigliamo l'olio extravergine di oliva.

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Cos'è l'olio di cocco e come si ottiene?

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L'olio di cocco si ricava dalla polpa bianca del cocco, il frutto della palma Cocos nucifera, coltivata nelle zone tropicali del mondo.

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La polpa viene spremuta fresca, oppure essiccata (si chiama copra) e poi lavorata.

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Per conoscere meglio il frutto, leggi il nostro articolo sulle proprietà e i valori nutrizionali del cocco e quello su a cosa serve il cocco.

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Tra le caratteristiche dell'olio di cocco, la più evidente è lo stato fisico: sotto i 24 o 25 °C circa è solido e bianco, sopra diventa liquido e trasparente.

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Per questa capacità di restare solido a temperatura ambiente, a volte lo trovi chiamato grasso di cocco, soprattutto nella versione raffinata.

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Non confonderlo con gli altri prodotti del cocco:

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  • L'acqua di cocco è il liquido dentro il frutto giovane, leggero e povero di grassi;
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  • Il latte di cocco si ottiene frullando la polpa con acqua, ed è l'ingrediente dei nostri dolci con latte di cocco;
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  • Lo zucchero di cocco arriva dalla linfa dei fiori della palma, non dalla polpa.

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Composizione: cosa contiene l'olio di cocco?

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Dal punto di vista nutrizionale l'olio di cocco è grasso puro, con un contenuto calorico alto.

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Secondo la banca dati USDA, 100 grammi forniscono circa 890 kcal, senza carboidrati né proteine.

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Un cucchiaio, circa 14 grammi, porta circa 120 calorie, come qualunque altro olio.

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La differenza con gli altri oli è nel tipo di acidi grassi: circa il 90% è saturo, una percentuale altissima per un grasso vegetale (nel burro i saturi sono circa due terzi).

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Ecco la composizione dell'olio di cocco, indicativa perché cambia un po' da un prodotto all'altro:

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  • Acido laurico: quasi la metà, tra il 45 e il 53% circa;
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  • Acido miristico: tra il 17 e il 21% circa;
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  • Acido palmitico: tra il 7 e il 10% circa;
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  • Acido caprilico e acido caprico, insieme: tra il 10 e il 18% circa;
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  • Acido oleico, un grasso monoinsaturo: tra il 5 e il 10% circa;
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  • Acido linoleico, un grasso polinsaturo: tra l'1 e il 2% circa.

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L'olio di cocco vergine contiene piccole quantità di polifenoli, sostanze antiossidanti, mentre il contenuto di vitamina E è minimo (circa 0,1 mg ogni 100 g, secondo la banca dati USDA).

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Per capire come agiscono i diversi grassi, leggi la nostra guida su quali sono i grassi saturi e quella sui grassi insaturi.

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Quali sono i benefici dell'olio di cocco?

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Molti gli attribuiscono proprietà per tutto, dal metabolismo al sistema immunitario.

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Le evidenze raccontano una storia più semplice.

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Ecco i benefici dell'olio di cocco che reggono, ambito per ambito:

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  • In cucina l'olio di cocco può sostituire il burro in molte ricette vegane: la sua versatilità sta nella texture solida e nella stabilità in cottura;
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  • In cosmetica l'olio di cocco può aiutare a idratare la pelle secca e a contrastare la secchezza dei capelli;
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  • In laboratorio l'acido laurico e la monolaurina, che deriva da lui, hanno un'azione antimicrobica, ma non ci sono prove che mangiare olio di cocco migliori il funzionamento del sistema immunitario;
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  • L'olio di cocco può alzare un po' il colesterolo HDL, quello chiamato buono, ma insieme sale anche l'LDL.

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Olio di cocco e colesterolo: cosa dicono gli studi?

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Il punto più discusso è il colesterolo LDL, quello che in eccesso si accumula nelle arterie.

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Una meta-analisi pubblicata nel 2020 sulla rivista Circulation ha riunito 16 studi clinici.

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Rispetto agli oli vegetali non tropicali, come l'olio di oliva o di soia, l'olio di cocco ha fatto salire l'LDL di circa 10 mg/dl.

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L'HDL è aumentato di circa 4 mg/dl, mentre peso, girovita e glicemia non sono cambiati in modo significativo.

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Su questo c'è un ampio consenso.

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L'American Heart Association, in un documento del 2017, sconsiglia l'olio di cocco perché alza l'LDL senza vantaggi noti che lo compensino.

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di limitare i grassi saturi a meno del 10% delle calorie giornaliere.

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E l'Unione Europea riconosce che sostituire i grassi saturi con grassi insaturi contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.

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Un uso moderato, come un cucchiaino ogni tanto, non è un problema per la salute.

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Conta quanti grassi saturi arrivano in tutta la giornata, da formaggi, salumi, burro e dolci.

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Se hai il colesterolo alto o un rischio cardiovascolare, parlane con il tuo medico.

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E per capire quali alimenti incidono davvero, leggi anche il nostro articolo su uova e colesterolo alto.

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L'olio di cocco è un olio MCT? Il mito del metabolismo

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Forse hai sentito dire che l'olio di cocco fa dimagrire perché è ricco di MCT, i trigliceridi a catena media.

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È uno dei miti più diffusi.

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Gli MCT vengono assorbiti e portati al fegato più in fretta dei grassi a catena lunga e possono fornire energia rapida.

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Gli oli MCT venduti come integratori sono fatti quasi solo di acido caprilico (8 atomi di carbonio) e acido caprico (10 atomi).

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Nell'olio di cocco questi due acidi grassi sono solo tra il 10 e il 18% del contenuto totale.

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Il protagonista è l'acido laurico, con 12 atomi di carbonio: sulla carta è a catena media, ma nell'organismo si comporta in gran parte come un acido grasso a catena lunga.

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Inoltre la maggior parte degli studi su MCT e sazietà ha usato oli MCT preparati apposta, non olio di cocco.

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In pratica, l'olio di cocco non è olio MCT e non ci sono prove che acceleri il metabolismo o aiuti a perdere peso.

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È molto usato nella dieta chetogenica, ma resta un condimento con le sue calorie.

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Per il peso contano alimentazione equilibrata, movimento e sonno: niente scorciatoie.

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Punto di fumo: si può cucinare con l'olio di cocco?

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Il punto di fumo è la temperatura oltre la quale un olio comincia a fumare e a degradarsi.

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Il punto di fumo dell'olio di cocco dipende dal tipo:

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  • Olio di cocco vergine: circa 177 °C;
  • Olio di cocco raffinato: oltre 200 °C, con valori riportati fino a circa 230 °C;
  • Olio extravergine di oliva, per confronto: spesso indicato tra i 190 e i 210 °C, a seconda della qualità.

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Conta anche la stabilità all'ossidazione: i grassi saturi del cocco sono stabili, ma lo è anche l'olio extravergine, grazie ai grassi monoinsaturi e agli antiossidanti.

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Per la cottura di tutti i giorni, in padella o al forno a 180 °C, vanno bene entrambi.

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Per una frittura occasionale o una cottura ad alte temperature, il raffinato regge meglio del vergine.

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Olio di cocco vergine o raffinato?

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Le due versioni hanno usi diversi:

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  • Il vergine non raffinato si ottiene dalla polpa fresca con metodi meccanici, spesso spremuto a freddo, e mantiene profumo, sapore di cocco e qualche antiossidante in più: è la scelta migliore se vuoi i suoi benefici in cucina e sulla pelle;
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  • Il raffinato si ricava di solito dalla copra, è depurato e deodorato, ha gusto neutro e un punto di fumo più alto;
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  • Gli oli di cocco idrogenati, presenti in alcuni prodotti confezionati, sono da evitare perché possono contenere grassi trans.

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I grassi saturi del vergine e del raffinato sono praticamente gli stessi, quindi la moderazione vale per entrambi.

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Olio di cocco o olio extravergine di oliva: quale scegliere?

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Per la salute del cuore il confronto è netto.

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Ecco le differenze principali ogni 100 g, secondo la banca dati USDA:

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  • Grassi saturi: circa 82 g nell'olio di cocco, circa 14 g nell'olio di oliva;
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  • Grassi monoinsaturi: circa 6 g contro circa 73 g, soprattutto acido oleico;
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  • Vitamina E: circa 0,1 mg contro circa 14 mg;
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  • Polifenoli: pochi nell'olio di cocco, ben presenti nell'extravergine, come idrossitirosolo e oleocantale;
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  • Calorie: praticamente uguali, circa 120 kcal per cucchiaio.

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Per i polifenoli dell'olio di oliva esiste anche un'indicazione sulla salute autorizzata dall'Unione Europea (Regolamento UE 432/2012): contribuiscono alla protezione dei lipidi del sangue dallo stress ossidativo.

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Vale per gli oli con almeno 5 mg di idrossitirosolo e derivati ogni 20 g, con un consumo di 20 g al giorno, circa un cucchiaio e mezzo.

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Lo studio spagnolo PREDIMED, poi, ha associato una dieta mediterranea arricchita con olio extravergine a meno eventi cardiovascolari rispetto a una dieta povera di grassi.

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Qui sul blog ne parliamo spesso: leggi i nostri articoli su proprietà e utilizzo dell'olio di oliva, sui benefici dell'olio di oliva nella dieta mediterranea e sui 10 benefici dell'olio d'oliva per la salute.

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Il nostro consiglio: per un uso quotidiano scegli l'extravergine come condimento principale e tieni l'olio di cocco per le ricette in cui gusto e consistenza fanno la differenza.

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Per altri grassi buoni, pensa a una porzione di frutta secca al giorno o all'avocado.

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Quanto olio di cocco si può usare al giorno?

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Non esiste una dose consigliata, perché l'olio di cocco non è un alimento indispensabile.

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Un buon riferimento è il limite dell'OMS sui grassi saturi: con una dieta da 2.000 kcal sono al massimo circa 22 g al giorno, da tutte le fonti.

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Un cucchiaio di olio di cocco ne contiene circa 11 g, metà del limite.

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Un cucchiaino, circa 4 o 5 g, ne porta poco meno di 4 g, con circa 40 kcal.

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Per questo conviene usarlo in piccole quantità e al posto di un altro grasso, non in aggiunta.

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Cosa fa un cucchiaino di olio di cocco al giorno?

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Niente di speciale per la salute: non cura, non sgonfia e non fa dimagrire.

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Se la tua alimentazione è varia e povera di altri grassi saturi, un cucchiaino al giorno può rientrarci.

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Se mangi spesso formaggi, salumi e dolci, meglio preferire l'extravergine.

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Qual è il momento migliore per assumere l'olio di cocco?

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Non c'è un momento migliore, perché non è un integratore: usalo quando cucini.

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Anche la moda di aggiungerlo al caffè del mattino non ha benefici dimostrati.

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Quando ha senso usare l'olio di cocco in cucina?

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Ci sono ricette in cui l'olio di cocco è l'ingrediente giusto:

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  • Dolci vegani, dove sostituisce il burro, come i nostri pancake vegani;
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  • Dolci crudi che si rassodano in frigo;
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  • Snack fatti in casa, come le nostre barrette proteiche, con ingredienti semplici come avena e burro di arachidi;
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  • Curry e piatti di ispirazione thailandese o indiana, magari con il latte di cocco.

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Per altre idee e ricette semplici, dai un'occhiata alla nostra area nutrizione.

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Olio di cocco per pelle e capelli: un cenno

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In ambito cosmetico gli usi dell'olio di cocco sono più convincenti che in cucina.

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Sulla pelle secca di mani, gomiti e gambe aiuta a idratare e a trattenere l'acqua, mantenendo la pelle morbida ed elastica.

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Si usa anche come struccante e come balsamo per le labbra, due usi semplici che non richiedono altri prodotti.

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Sui capelli secchi funziona come trattamento prima dello shampoo: un impacco con olio di cocco, lasciato in posa dai 20 ai 30 minuti, può ridurre l'effetto crespo.

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Trovi altri consigli nel nostro articolo sugli oli naturali per la cura dei capelli.

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Due avvertenze.

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L'olio di cocco è considerato comedogeno, cioè può chiudere i pori, quindi se hai la pelle del viso grassa o acneica meglio evitarlo.

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E l'oil pulling, lo sciacquo della bocca con un cucchiaio di olio da 5 a 10 minuti, ha dato in alcuni piccoli studi una riduzione di placca e batteri.

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Secondo l'American Dental Association, però, le prove non bastano per consigliarlo: al massimo è un complemento, e non sostituisce spazzolino e filo interdentale.

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Controindicazioni: chi dovrebbe limitare l'olio di cocco?

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Usato con moderazione, è sicuro per la maggior parte delle persone.

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In alcuni casi, però, conviene fare attenzione.

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Ecco le controindicazioni principali:

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  • Colesterolo LDL alto, patologie cardiovascolari o familiarità: chiedi prima al tuo medico;
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  • Allergia al cocco, rara ma possibile;
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  • Pelle grassa o acneica, per l'uso cosmetico sul viso;
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  • Attenzione alle calorie, perché ogni cucchiaio vale circa 120 kcal.

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Cosa cura l'olio di cocco?

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Niente: è un grasso da cucina e un prodotto cosmetico, non un farmaco né un trattamento medico.

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Diffida di chi gli attribuisce proprietà curative contro malattie o infezioni, perché mancano le evidenze sulle persone.

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Olio di cocco sì, ma con moderazione

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I benefici dell'olio di cocco esistono, ma sono più piccoli di quanto si legge in giro: è un ingrediente versatile e un buon alleato per pelle e capelli, non uno scudo per la salute.

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Per la salute del cuore, ogni giorno, l'olio extravergine di oliva resta la scelta migliore.

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Per il tuo benessere conta il quadro generale, fatto di alimentazione varia, movimento e costanza.

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Se vuoi aggiungere un po' di cardio alla tua settimana, prova la nostra camminata metabolica di 10 minuti: la fai a casa, un passo alla volta.

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Cosa fa un cucchiaino di olio di cocco al giorno?

Un cucchiaino di olio di cocco, circa 4 o 5 grammi, porta circa 40 kcal e poco meno di 4 grammi di grassi saturi. Non cura, non sgonfia e non fa dimagrire. Può rientrare in un'alimentazione varia e povera di altri grassi saturi, ma come condimento quotidiano è meglio l'olio extravergine di oliva.

Quali sono le controindicazioni dell'olio di cocco?

Chi ha il colesterolo LDL alto, patologie cardiovascolari o familiarità dovrebbe parlarne prima con il medico, perché l'olio di cocco è ricco di grassi saturi. Va evitato in caso di allergia al cocco. Sulla pelle del viso grassa o acneica può chiudere i pori. Infine è calorico: circa 120 kcal per cucchiaio.

L'olio di cocco fa male al colesterolo?

Una meta-analisi del 2020 pubblicata su Circulation ha visto che l'olio di cocco alza il colesterolo LDL di circa 10 mg/dl rispetto agli oli vegetali non tropicali. Alza un po' anche l'HDL, ma non basta a compensare. Usato ogni tanto non è un problema, ma conviene limitarlo, soprattutto con il colesterolo alto.

L'olio di cocco fa dimagrire?

No. L'idea nasce dagli MCT, ma l'olio di cocco non è un olio MCT: acido caprilico e caprico sono solo tra il 10 e il 18% dei suoi grassi. Gli studi sugli MCT usano oli preparati apposta. Per l'olio di cocco non ci sono prove che acceleri il metabolismo o faccia perdere peso.

Meglio l'olio di cocco o l'olio extravergine di oliva?

Per tutti i giorni è meglio l'olio extravergine di oliva. Ha circa 14 grammi di grassi saturi ogni 100 grammi contro gli 82 dell'olio di cocco, è ricco di grassi monoinsaturi e di polifenoli. L'olio di cocco ha senso in alcune ricette, come dolci vegani o curry, per gusto e consistenza.

AUTORE
Buddyfit
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